Mediazione civile

23.09.2020

Sono stato convocato per una mediazione civile, cosa significa? Come è meglio comportarsi?

Questa è una domanda a cui capita spesso di dover rispondere a chi fa l'avvocato.

La procedura di mediazione è stata introdotta in Italia dal Decreto Legislativo n. 28/2010, che ha subito poi diverse modifiche nel corso del tempo.

Uno degli scopi principali della legge era la cosiddetta deflazione del sistema giudiziario, un modo abbastanza complesso per dire che le cause civili in Italia erano troppe, per cui era necessario trovare un sistema per ridurne il numero.

Da qui nasce il sistema della mediazione civile obbligatoria, da alcuni anche definita come il cosiddetto "grado zero" della Giustizia in Italia.

In sostanza la Legge prevede che in una serie di ambiti previsti dalla normativa (a titolo di esempio le liti che riguardano una eredità o le questioni condominiali), è indispensabile tentare la mediazione, prima di poter eventualmente sottoporre la questione ad un Giudice.

La mediazione è in pratica un sistema per fare sedere le parti in lite intorno allo stesso tavolo, ciascuna assistita dal proprio legale di fiducia ed alla presenza di un soggetto terzo ed imparziale, che è appunto il mediatore.

Il mediatore, si badi bene, non ha alcun potere di decidere chi abbia ragione e chi abbia torto nella controversia, perché appunto non è un Giudice, ma ha unicamente la funzione di presentare alle parti i vari aspetti della vicenda e di cercare, ove possibile, un punto di incontro tra le diverse esigenze e punti di vista.

Come si può intuitivamente capire, il buon esito della mediazione è quindi subordinato al fatto che tutte le parti in lite siano disposte ad ascoltare le esigenze della controparte ed a trovare un accordo ragionevole, poiché, come ben noto, per fare la pace occorre essere tutti d'accordo, ma per fare la guerra è sufficiente che uno dei contendenti la cominci.

Nell'esperienza concreta, quindi, la mediazione può a volte risultare molto utile (nei casi in cui tutte le parti siano disposte a venirsi incontro ed, eventualmente, a rinunciare a qualcosa) o, in altri casi, diventare una totale perdita di tempo e risorse (quando anche solo una delle parti si arrocchi sulla propria posizione e non voglia sentire ragioni).

Sarà quindi necessario valutare bene, volta per volta, quali siano le effettive possibilità di accordo, così da stabilire, assieme al cliente, quanto tempo e quante risorse sia utile impiegare nella mediazione, al di là del primo incontro formale, che come già visto sopra, è obbligatorio in alcune materie ed al quale è quindi sempre opportuno partecipare.

Come spesso accade per i problemi legali, quindi, anche in tema di mediazione civile non esiste una risposta unica, adeguata per ogni situazione, ma occorre stabilire, volta per volta, in base agli elementi del caso concreto, quale sia la strategia più utile e conveniente da seguire. 

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